BRANCOLANDO NEL BUIO

FRANCESCO REGA

BARI

Alla notte e all’oscurità, in genere, viene associato un sentimento negativo conseguente alla mancanza di luce e di visibilità. L’oscurità, invece, può essere vissuta come una condizione che induce a un momento di pausa, di riposo e di rilassamento. Rilassamento che non viene affidato necessariamente al sonno ma al rifugio nei propri pensieri, isolati dal resto del mondo.
Per “brancolare nel buio” si intende letteralmente “procedere incerti nel buio, muovendo le mani per orientarsi col tatto”. 
In questa mia ricerca, il senso del tatto viene sostituito dalla fotocamera (o strumenti assimilabili) che si muove nel buio, quasi  in autonomia rispetto a chi la maneggia. E trova ombre evanescenti di pesci in un acquario o di ombrelloni in un lido e trova anche vie di uscita, come la scia lasciata da un’auto che va o le luci che contornano la sagoma di una chiesetta. Brancolando nel buio si possono incontrare, improvvisamente, punti di riferimento certi anche se sfumati dal contorno della notte.
Ne è venuta fuori una raccolta di foto per lo più sfumate ed oniriche ma talvolta ben definite nella collocazione dei punti di riferimento.